Italici on the road
L'italiana di Salalah
L'italiana di Salalah

Di primo acchito Salalah non ci sembra un granché. Sarà che arriviamo di sera dopo dieci estenuanti ore d’auto, sarà che il nostro albergo è sullo stradone per l’aeroporto e il paesaggio non è dei più allettanti, ma anche dopo una prima esplorazione la città – la seconda dell’Oman e la più importante del sud, anche se ha solo 200 mila abitanti – non finisce di convincerci. 

Costruire il futuro a San Paolo
Costruire il futuro a San Paolo

Ludovica è la nostra prima italica cento per cento virtuale, che non incontriamo di persona e non vive in un luogo che abbiamo visitato. La intervistiamo via Skype in piena emergenza coronavirus, chiusi in casa noi a Milano, lei a 9.500 chilometri e cinque ore di fuso più a ovest, a San Paolo del Brasile.

Dottor Marta
Dottor Marta

Marta ci piace dal minuto uno perché parla molto e lo fa come se ci conoscessimo da sempre. Ogni tanto si scusa per il fiume di parole, ma a noi sta bene così – in fondo siamo qui per questo, per ascoltare la sua storia – tanto più che quello che ci racconta è piuttosto divertente: quella volta che ha ospitato una tartaruga di 28 chili nella vasca di casa, quell’altra che ha fatto breccia nel cuore di un pennuto che beccava tutti tranne lei, quell’altra ancora che ha aperto la porta della clinica e si è trovata davanti un montone malandato (lontano cugino del nostro?).

Il vulcano attivo di Luang Prabang
Il vulcano attivo di Luang Prabang

Chiamarlo “ristoratore” sarebbe riduttivo. Per Simone Scalas, proprietario e chef dell’Isola dei Nuraghi di Luang Prabang, preferiamo un bouquet di altre definizioni: imprenditore, avventuriero, filosofo. Anche un po’ comico, vista la sua verve e una certa somiglianza con Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo.

 

Il giardino segreto di Siem Reap
Il giardino segreto di Siem Reap

La via, Valentina Street, porta il suo nome. “Non è stata una mia idea, l’ha rinominata così un mio amico su Google Maps”, ci dice lei. Il resto, invece, è tutta farina del suo sacco. Quattro anni fa Valentina Chiodi ha preso in affitto una bella casa a Siem Reap, non troppo lontana dal centro ma abbastanza per non subirne il chiasso e la ressa, e l’ha trasformata in un bed & breakfast con tre camere e un giardino rigoglioso dove oziare al fresco

Il cuore cileno dell'Isola
Il cuore cileno dell'Isola

«Quando apri la porta ti capita sempre qualcosa di buono». Chiara e Gigio non lo dicono tanto per dire, ci credono davvero. Ci stanno subito simpatici. Li conosciamo una sera a cena, a casa loro: noi a tavola con sei estranei, loro ai fornelli a preparare spaghetti all'amatriciana. Siciliana lei, cileno lui, sono i cuochi della Picà dell'Isola, un home restaurant frequentato da milanesi curiosi, turisti di passaggio e sperimentatori sociali. Mangiamo fino a scoppiare, ma alla fine chiediamo ancora qualcosa: la loro storia. Ché si sa, a noi le storie piacciono quasi come il cibo, anzi di più. E questa, poi, è proprio bella.

 

Le due facce di Lima
Le due facce di Lima

Lui fa affari nel quartiere dei ricchi, lei si avventura tra le baracche della gente mala – muy mala – dove agio e comodità non esistono, figurarsi la sicurezza. Carlo Piperno e Gabriella Fioramonti, gli italici che incontriamo a Lima ad aprile 2018, non potrebbero essere più diversi, né meglio rappresentativi dei due volti della capitale peruviana.

L'italico che non ha mai visto l'Italia
L'italico che non ha mai visto l'Italia

Il nome lo deve a Sacchi, il passaporto al bisnonno camionista, emigrato in Eritrea dal Piemonte. In Italia, però, l'italiano Arrigo non c'è mai stato: il suo primo viaggio fuori dall'Etiopia, dove la famiglia si è spostata negli Anni 70, è in programma per aprile, quando finalmente sarà lui, che con i turisti ha a che fare tutti i giorni, a venire a fare il turista dalle nostre parti. 

Ma che bell'Ostello!
Ma che bell'Ostello!

Birmania, novembre 2017. Il nostro viaggio di sei mesi tra Asia e Sud America è appena cominciato, siamo a caccia di italici e la fortuna ci sorride. All’Ostello Bello di Mandalay, seconda città del Paese, arriviamo nel bel mezzo di una festa, mentre si celebra il compleanno della struttura, nata due anni prima da una costola dell’omonima milanese.

Fate la pizza, non fate la guerra
Fate la pizza, non fate la guerra

«Si taglia a fette, è fatta apposta per essere condivisa. E poi è universale, perché alla base puoi aggiungere qualsiasi condimento. È anche per questo, per la sua filosofia, che Mr Masuko si è innamorato della pizza». Giang Tran, responsabile marketing di Pizza 4P’s, catena di pizzerie aperte in Vietnam da un giapponese, è orgogliosa del suo capo (che era troppo occupato e quindi ha mandato lei a incontrarci).

La signora degli specchi
La signora degli specchi

Dici casa degli specchi e pensi luna park. Poi un giorno arrivi a Kuwait City e ne trovi una che è un'opera d'arte, una vera e propria abitazione-museo tutta da esplorare. E che sorpresa quando la scopri creata da un'italiana, che a 83 anni suonati ancora ti accoglie con un sorriso, una fetta di torta e una tazza di tè prima di guidarti nei meandri del suo palazzo incantato!

Viva le Mammas!
Viva le Mammas!

Siamo d’accordo, mangiare italiano all’estero non si fa. A meno che tu non sia in giro da mesi, preda dell’astinenza da pizza che tutto giustifica, o che tu all’estero non ci viva, in costante e prostrante stato di privazione, circondato da gente che scuoce gli spaghetti per cultura e li condisce con il ketchup. Ben venga allora il ristorante tricolore, purché vero e verace, con la pasta fatta a mano e la mozzarella autoprodotta, a portare sollievo a chi dimora nella nostalgia dei sapori di casa. 

L’italico che non ti aspetti
L’italico che non ti aspetti

Incredibile ma vero, ne abbiamo trovato uno anche qui, sulle montagne del Vietnam settentrionale, a pochi chilometri dal confine cinese. Contro ogni pronostico, persino Ha Giang, dove di italiani residenti pare non esserci l’ombra, ha il suo italico.  

Il costruttore di sogni
Il costruttore di sogni

L’appuntamento è fuori da un supermercato di quelli belli, dove fanno la spesa gli expat e i birmani bene. «Vi aspetto all’ingresso con una baguette sotto il braccio». Stasera a cena siamo ospiti di Alberto Peyre, l’architetto italiano che negli anni 90 ha costruito il primo resort di lusso a Ngpali, località balneare tra le più esclusive di tutto il Myanmar. 

Piccoli fan...ad Hanoi
Piccoli fan...ad Hanoi

Lei si chiama Kimmie, ha 32 anni e lavora come assistente in uno studio di tattoo. Lui è Lâm, redattore 29enne di un sito sportivo. Vivono entrambi ad Hanoi, ma non si conoscono, né forse si incontreranno mai, perché la città è grande e loro molto diversi. Eppure qualcosa in comune ce l’hanno: la passione per l’Italia.

Italici on the road
Italici on the road

La nuova rubrica di Italica net nasce dall'impegno di Federica (giornalista) e del suo compagno Giorgio (ingegnere) che, in viaggio per il mondo, hanno raccolto diverse storie di italici. Uomini e donne dall'Europa, dall'America Latina e dall'Asia racconteranno i loro sogni, le loro aspirazioni, le loro sconfitte, ma soprattutto i successi che hanno vissuto sotto il segno dell'italicità.