Ridurre la plastica nel mare raccogliendola dai fiumi

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Oltre l’80% della plastica che inquina gli oceani proviene dai 10 fiumi più inquinati al mondo. Due interessanti progetti puntano a ridurre il problema con creatività. 

Seads (Sea Defence Solution)

Fabio Dalmonte e Mauro Nardocci, due ingegneri italiani residenti a Londra e New York, hanno fondato una start-up con l'obiettivo di ripulire i fiumi più inquinati. Seads (Sea Defence Solution) è un sistema con doppia barriera dotata di tende speciali immerse in acqua per circa un metro. Una barriera si dispone in funzione della corrente del fiume per il primo raggruppamento dei rifiuti, l'altra è posizionata in maniera obliqua rispetto al corso del fiume per incanalare i rifiuti verso la sponda dove c'è il punto di raccolta. La plastica diventa così fonte di reddito per le comunità locali.

In caso di necessità le  barriere possono essere facilmente rimosse e non creano problemi alla navigazione. In presenza di grandi tronchi portati dalle piene il sistema si apre e lascia transitare i detriti più grossi. Non impatta l’ambiente: pesci e animali del fiume riescono a passare sotto e sopra la tenda filtrante.

Realizzato con l’università di Firenze, il Politecnico di Milano e la University of West of Scotland, la prima applicazione di Seads è sul fiume Ciliwung in Indonesia. Il sistema verrà testato a breve anche in Italia, in un affluente del fiume Reno.

10 rivers 1 ocean - Alex Bellini

Dopo aver remato in solitaria attraverso due oceani per oltre 33.000 chilometri, camminato per 2.000 km sulle rotte polari e corso sui terreni più disparati per 20.000 km, Alex Bellini è pronto per una nuova avventura: 10 Rivers 1 Ocean.

Ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica entrano nell’oceano accumulandosi dove convergono le correnti. L’esploratore, a bordo di imbarcazioni che costruisce e assembla con materiale di scarto recuperati sul posto, ha deciso di navigare le acque dei dieci fiumi più inquinati dalla plastica (Yangtze, Indus, Yellow, Hai, Nile, Meghna Brahmaputra, Pearl, Amur, Niger e Mekong).

10 rivers 1 ocean

Nel suo sito si legge: “Di fronte alla sfida ambientale imposta della plastica non esiste un noi e un loro. Siamo tutti responsabili e chiamati a portare il nostro contributo e tutti insieme possiamo creare una rete per sensibilizzare le coscienze e mettere insieme i nostri talenti per creare le premesse di una vita sostenibile e aggiungere cosi un secondo ad ogni giorno che resta al nostro pianeta... Mi sposterò lentamente, inseguendo le bottiglie che galleggiano e documentando le condizioni dei fiumi fino al mare”.

L’esploratore sta osservando da vicino la vita che si svolge lungo le rive dei fiumi più inquinati. Ogni barca che costruisce con materiali di recupero è lo specchio delle abitudini delle persone che abitano quei luoghi.

Obiettivo: capire quali siano le soluzioni disponibili e aumentare l’attenzione su questo problema planetario.