Fotografia di montagna e alta cucina in Alto Adige

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Il museo Lumen dedicato alla fotografia di montagna ha aperto a dicembre 2018 sulla cima di Plan de Corones.

Nel cuore delle Dolomiti, a 2.265 metri di altitudine, un percorso di immagini poetiche che ripercorrono la storia della fotografia di montagna. Il progetto dell’architetto Gerhard Mahlknecht ha trasformato la vecchia stazione a monte della funivia del Plan de Corones in uno spazio espositivo di 1.800 metri quadrati distribuiti su 4 piani.

La fotografia di montagna e l’arte dei fotografi di tutto il mondo non potevano trovare cornice più suggestiva. Il visitatore viene coinvolto in un’esperienza unica, grazie anche alla Sala degli specchi che gioca riflettendo scenari dolomitici.

Alle macchine fotografiche d’epoca si affiancano gli ultimi modelli digitali, con video e schede informative. La mostra permanente è dedicata a Reinhold Messner.

Le foto parlano di alpinismo, sport estremi, turismo, confini e guerre…  Uno spazio è dedicato ai pionieri della fotografia di montagna: i fratelli Bisson, Bernhard Johannes, Joseph Tairraz, Vittorio Sella e Jules Beck.

L’allestimento delle mostre è realizzato da Giò Forma e dal gruppo di lavoro formato da Beat Gugger, Martin Kofler, Richard Piock e Manfred Schweigkofler.

Il museo, che ha una sala destinata a conferenze ed eventi per 200 persone, segue il calendario di apertura dell’impianto di Plan de Corones (chiuderà il 22 aprile 2019) per poi riaprire nella stagione estiva con un nuovo allestimento nelle sale destinate alle mostre temporanee, con un’iniziativa cui collabora National Geographic.

AlpiNN

Il progetto si caratterizza anche per la presenza del ristorante panoramico AlpiNN dello chef stellato altoatesino Nobert Niederkofler.

Il rifugio, con vista mozzafiato che spazia da Lienz a tutta la Valle Aurina, fa cucina di montagna stile bistrot senza utilizzare prodotti di serra. Il menu di AlpiNN si basa infatti sulla stagionalità e la territorialità.

Ogni piatto rappresenta le montagne, la fatica dei contadini e degli allevatori, la qualità dei loro prodotti, le tradizioni tramandate, la cura e la costanza. Gli scarti sono ridotti al minimo (dalle bucce di patate all’acqua di cottura delle verdure, tutto può diventare un ingrediente di ricette creative).

Con questo approccio denominato “Cook the Mountain” Norbert Niederkofler, indaga i valori che a livello globale uniscono culturalmente e socialmente le persone che vivono la montagna come risorsa, passione, sfida e patrimonio da tutelare.

Materie prime semplici, pure e genuine per assaporare il vero gusto di una cucina di montagna locale e accessibile a tutti.