La cultura del caffè di qualità

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La diffusione di catene e caffetterie specializzate in tutto il mondo e la maggior consapevolezza del consumatore stanno rivoluzionando il mondo del caffè.

Il caffè è un semilavorato che va preparato e il barista può essere paragonato a uno chef che interpreta la materia prima per estrarne il meglio, ma anche a un sommelier che orienta il cliente nella scelta del vino.

Per questo le più importanti catene prestano molta attenzione alla figura del barista che deve offrire servizio eccellente, ma soprattutto uniformità e replicabilità di risultato.

Luckin Coffee è una catena di caffetterie recentemente nata a Pechino che sta togliendo spazio al colosso Starbucks. Rispetto alla catena americana, che ha più di 30mila locali in 78 mercati che servono bevande a base di caffè e tè, la start up cinese offre prezzi inferiori del 40%. I negozi hanno superfice ridotta, sono quasi sempre all’interno di centri commerciali e offrono la possibilità di ordinare tramite app o il servizio di consegna a domicilio.

Andrea Lattuada

Andrea  Lattuada dopo essere stato consulente della torrefazione cinese, Milan Gold, per la quale ha curato la formazione, ora è il coffee trainer e brand ambassador in Cina della Luckin Coffee fino al 2020 con la missione di formare i professionisti globali del caffè.

Andrea inizia la sua carriera negli anni '90 come bartender e barista per diventare bar manager in prestigiosi locali in giro per il mondo. Nel 2003 diventa Campione Italiano Baristi Caffetteria e si qualifica al 9° posto ai WBC (World Barista Championship) di Boston.

Nel 2005 apre in Italia la 9bar, una delle prime Accademie per baristi che oggi rilascia le certificazioni di tutti i moduli del Coffee Skills Program. La laurea in Architettura gli consente di progettare nuovi concept store caratterizzati da attrezzature all’avanguardia.

Alessandro Galtieri

Alessandro Galtieri ha vinto nel 2018 la Brewers Cup italiana ed è arrivato terzo ai campionati mondiali di Boston di quest’anno (prima di lui solo un altro italiano - Rubens Gardelli, nel 2014 a Rimini - era riuscito a conquistare l'argento in questa competizione internazionale).

In una recente intervista al Sole 24 Ore lo chef del caffé ha dichiarato:

L'Italia è la culla dell'espresso eppure forse il problema è proprio l'influenza forte della nostra tradizione. Diciamo che siamo un pochino invischiati nella nostra cultura della tazzina al bar, mentre in questi concorsi di respiro internazionale si esce dallo stile di un paese e si valuta la qualità intrinseca senza compromessi culturali. E noi siamo paradossalmente più indietro”.